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Quattro buoni motivi per iniziare un percorso di contrasto all'evasione nel 2017

Autore: Redazione/martedì 18 aprile 2017/Categoria: News

Il contrasto all’evasione tributaria locale è sempre importante perché consente all’Amministrazione di garantire il rispetto dell’equità contributiva e agisce da deterrente sui comportamenti fraudolenti attuati dagli evasori che godono dei servizi forniti dal Comune senza accollarsene il corretto costo. Inoltre, facendo pagare a ciascun contribuente il dovuto, l’Amministrazione potrà migliorare la qualità dei servizi forniti senza aumentare la pressione fiscale sul cittadino.

Nell’anno 2017 oltre alle motivazioni sempre valide brevemente accennate, esistono altri particolari motivi per valutare l’attivazione di politiche di contrasto all’evasione:

-          il blocco dell’aumento dei tributi locali ha come conseguenza un’invarianza di gettito (tendente al ribasso per fisiologiche ragioni) che mal si concilia con le intenzioni delle Amministrazioni più intraprendenti: pur mantenendo le aliquote già in vigore nel 2016, il gettito potrà aumentare se cresce la base imponibile;

-          in merito alla TARI, l’ampliamento della platea dei contribuenti potrà garantire una riduzione delle tariffe per l’anno 2018, che - in ottica di un ulteriore congelamento dell’incremento delle tariffe e delle aliquote degli altri tributi - potrebbe consentire di evidenziare ai contribuenti un’attenzione dell’amministrazione al contenimento della pressione tributaria;

-          l’annualità di imposta che decadrà nel 2017 è il 2012, ossia l’anno di introduzione dell’Imposta Municipale Propria (IMU): a parità di attività svolte in ambito di contrasto all’evasione, il gettito potrà subire un incremento del 60-70% rispetto alla stessa attività svolta per l’ICI 2011; inoltre si pensi alla reintroduzione della tassazione dell’abitazione principale, che amplia notevolmente la potenziale evasione rispetto all’anno precedente;

-          dal 2012 (annualità accertabile solo fino al 31 dicembre prossimo) il versamento della stessa IMU è stato effettuato mediante F24: questa modalità consente un controllo semplificato degli adempimenti dei contribuenti, riducendo a valori prossimi allo zero il rischio di elaborazione di accertamenti inesatti o non corretti su contribuenti non morosi.

La proposta della ns. Società consiste nella bonifica degli archivi tributari comunali (in particolare IMU e TARSU-TARES) e nell’incrocio dei dati contenuti negli stessi con quelli di altre banche dati esterne (catastale, anagrafica, oltre a quelle fornite dall’Agenzia delle Entrate) che consentirà l’emersione delle situazioni di morosità dei contribuenti.

Una volta individuate tali posizioni, anche a seguito di confronti con gli uffici comunali, saremo in grado di emettere gli avvisi di accertamento necessari al recupero dell’evasione. Il nostro supporto non si ferma qui: l’esperienza accumulata negli ultimi anni ci ha insegnato che la semplice emissione degli accertamenti non genera la mole di entrata potenzialmente individuata: ecco perché le fasi post-accertative sono quelle su cui puntiamo la massima attenzione. Dal confronto diretto con il contribuente al fine di fornire ogni necessario chiarimento, fino alle procedure coattive se necessarie, la nostra Società consentirà al Comune di poter concretizzare l’entrata dovuta senza aspettare tempi lunghi e nel massimo rispetto della figura del contribuente, con il quale si vuole instaurare un rapporto collaborativo e non contrapposto.

Abbiamo osservato l’operato di altre Società che svolgono questa tipologia di servizi: le aspettative generate con l’emissione di grandi quantità di avvisi di accertamento spesso si dissolvono una volta decorsi i 60 giorni dalla notifica degli stessi. Le percentuali di pagamento bonario sono molto contenute (20-25%) e scendono ulteriormente se al contribuente non viene offerta la disponibilità al confronto. Tutti i crediti non incassati nell’immediato trascorrono poi lunghi periodi di stasi, fino a quando l’Agente della Riscossione, nella maggior parte dei casi, notifica al contribuente una cartella esecutiva, spesso anche essa ignorata perché giunta a 3 anni dall’avviso di accertamento e addirittura a 8 dalla violazione commessa. Senza considerare che su molti crediti il Comune non è più in grado di conoscere le sorti e ciò incide molto negativamente anche sul bilancio dal momento che ogni credito non riscosso va a incrementare la quota del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità, riducendo ulteriormente gli spazi di spesa per il Comune.

Ecco perché crediamo che per fornire un servizio davvero utile non sia possibile procedere ad una semplice elaborazione massiva degli avvisi di accertamento: il vero contrasto all’evasione si attua necessariamente investendo in un supporto che consenta di portare a termine tutte le fasi, dalla individuazione delle posizioni di morosità fino all’esperimento di ogni tentativo utile a fare incassare all’ente le somme spettanti, così da ottenere il duplice beneficio dell’introito nel breve periodo dovuto al pagamento degli arretrati e l’ampliamento della base imponibile che consentirà un maggiore gettito o la possibilità di ridurre le aliquote mantenendo il gettito invariato.

Il contrasto all’evasione tributaria locale è sempre importante perché consente all’Amministrazione di garantire il rispetto dell’equità contributiva e agisce da deterrente sui comportamenti fraudolenti attuati dagli evasori che godono dei servizi forniti dal Comune senza accollarsene il corretto costo. Inoltre, facendo pagare a ciascun contribuente il dovuto, l’Amministrazione potrà migliorare la qualità dei servizi forniti senza aumentare la pressione fiscale sul cittadino.

Nell’anno 2017 oltre alle motivazioni sempre valide brevemente accennate, esistono altri particolari motivi per valutare l’attivazione di politiche di contrasto all’evasione:

-          il blocco dell’aumento dei tributi locali ha come conseguenza un’invarianza di gettito (tendente al ribasso per fisiologiche ragioni) che mal si concilia con le intenzioni delle Amministrazioni più intraprendenti: pur mantenendo le aliquote già in vigore nel 2016, il gettito potrà aumentare se cresce la base imponibile;

-          in merito alla TARI, l’ampliamento della platea dei contribuenti potrà garantire una riduzione delle tariffe per l’anno 2018, che - in ottica di un ulteriore congelamento dell’incremento delle tariffe e delle aliquote degli altri tributi - potrebbe consentire di evidenziare ai contribuenti un’attenzione dell’amministrazione al contenimento della pressione tributaria;

-          l’annualità di imposta che decadrà nel 2017 è il 2012, ossia l’anno di introduzione dell’Imposta Municipale Propria (IMU): a parità di attività svolte in ambito di contrasto all’evasione, il gettito potrà subire un incremento del 60-70% rispetto alla stessa attività svolta per l’ICI 2011; inoltre si pensi alla reintroduzione della tassazione dell’abitazione principale, che amplia notevolmente la potenziale evasione rispetto all’anno precedente;

-          dal 2012 (annualità accertabile solo fino al 31 dicembre prossimo) il versamento della stessa IMU è stato effettuato mediante F24: questa modalità consente un controllo semplificato degli adempimenti dei contribuenti, riducendo a valori prossimi allo zero il rischio di elaborazione di accertamenti inesatti o non corretti su contribuenti non morosi.

La proposta della ns. Società consiste nella bonifica degli archivi tributari comunali (in particolare IMU e TARSU-TARES) e nell’incrocio dei dati contenuti negli stessi con quelli di altre banche dati esterne (catastale, anagrafica, oltre a quelle fornite dall’Agenzia delle Entrate) che consentirà l’emersione delle situazioni di morosità dei contribuenti.

Una volta individuate tali posizioni, anche a seguito di confronti con gli uffici comunali, saremo in grado di emettere gli avvisi di accertamento necessari al recupero dell’evasione. Il nostro supporto non si ferma qui: l’esperienza accumulata negli ultimi anni ci ha insegnato che la semplice emissione degli accertamenti non genera la mole di entrata potenzialmente individuata: ecco perché le fasi post-accertative sono quelle su cui puntiamo la massima attenzione. Dal confronto diretto con il contribuente al fine di fornire ogni necessario chiarimento, fino alle procedure coattive se necessarie, la nostra Società consentirà al Comune di poter concretizzare l’entrata dovuta senza aspettare tempi lunghi e nel massimo rispetto della figura del contribuente, con il quale si vuole instaurare un rapporto collaborativo e non contrapposto.

Abbiamo osservato l’operato di altre Società che svolgono questa tipologia di servizi: le aspettative generate con l’emissione di grandi quantità di avvisi di accertamento spesso si dissolvono una volta decorsi i 60 giorni dalla notifica degli stessi. Le percentuali di pagamento bonario sono molto contenute (20-25%) e scendono ulteriormente se al contribuente non viene offerta la disponibilità al confronto. Tutti i crediti non incassati nell’immediato trascorrono poi lunghi periodi di stasi, fino a quando l’Agente della Riscossione, nella maggior parte dei casi, notifica al contribuente una cartella esecutiva, spesso anche essa ignorata perché giunta a 3 anni dall’avviso di accertamento e addirittura a 8 dalla violazione commessa. Senza considerare che su molti crediti il Comune non è più in grado di conoscere le sorti e ciò incide molto negativamente anche sul bilancio dal momento che ogni credito non riscosso va a incrementare la quota del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità, riducendo ulteriormente gli spazi di spesa per il Comune.

Delfino & Partners supporta i Comuni nell'attività di bonifica delle banche dati tributarie, fino alla creazione degli avvisi di accertamento necessari per il contrasto all'evasione. Per richiedere informazioni o preventivi personalizzati, potete scrivere a tributi@studiodelfino.org o chiamare il numero 02.26688686.

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Argomenti: IMU TARI

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