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Debiti fuori bilancio, passività pregresse, transazioni


martedì 30 Giugno 2026

ore 9.00 - 12.00

relatori: Dott. Maurizio Delfino


PREMESSA

Debiti fuori bilancio, passività pregresse e transazioni sono istituti che, pur essendo spesso accomunati nella prassi amministrativa, presentano presupposti giuridici, procedure, competenze e conseguenze contabili profondamente differenti.

Negli ultimi anni la materia ha assunto una rilevanza sempre maggiore, sia per l'intensificarsi dei controlli della Corte dei conti, sia per la crescente attenzione al rispetto degli equilibri di bilancio e dei principi dell'armonizzazione contabile. Gli enti locali si trovano frequentemente a dover gestire obbligazioni sorte al di fuori delle ordinarie procedure di spesa, contenziosi che sfociano in sentenze esecutive, richieste risarcitorie, rapporti contrattuali irregolari, nonché situazioni nelle quali occorre valutare l'opportunità di definire una controversia mediante accordi transattivi.

In questo contesto emerge l'esigenza di distinguere con precisione tre fenomeni che spesso vengono impropriamente sovrapposti:

il debito fuori bilancio, che rappresenta un'obbligazione giuridicamente perfezionata nei confronti di terzi, riconducibile esclusivamente alle fattispecie tassativamente previste dall'art. 194 del TUEL;

la passività pregressa, che deriva invece da obbligazioni validamente assunte ma non correttamente contabilizzate o imputate negli esercizi di competenza e che, pertanto, non richiede necessariamente il procedimento di riconoscimento previsto per i debiti fuori bilancio;

la transazione, che costituisce uno strumento negoziale finalizzato a prevenire o definire una controversia mediante reciproche concessioni tra le parti e che pone specifiche questioni in termini di competenza, motivazione, convenienza economica e corretta imputazione contabile.

La corretta qualificazione della fattispecie concreta assume un'importanza decisiva. Un errore di inquadramento può determinare conseguenze rilevanti sotto il profilo amministrativo-contabile, incidere sugli equilibri finanziari dell'ente e generare responsabilità a carico dei funzionari, dei dirigenti, degli amministratori e degli organi di controllo. Non a caso la giurisprudenza contabile ha progressivamente affinato i criteri distintivi tra debito fuori bilancio e passività pregressa, evidenziando come il riconoscimento del debito fuori bilancio non possa essere utilizzato quale strumento generalizzato per sanare qualsiasi irregolarità gestionale.

Particolare attenzione merita inoltre il rapporto tra il procedimento di riconoscimento del debito fuori bilancio e il principio della responsabilità amministrativa. Il riconoscimento da parte del Consiglio non costituisce infatti una sanatoria delle eventuali illegittimità che hanno determinato l'insorgenza del debito, né esclude l'accertamento di possibili danni erariali o l'individuazione delle responsabilità dei soggetti coinvolti.

In tale quadro assumono un ruolo centrale gli orientamenti della Corte dei conti – sia della Sezione delle Autonomie sia delle Sezioni regionali di controllo – che hanno contribuito a delineare i confini applicativi dell'art. 194 TUEL, fornendo indicazioni operative agli enti e agli organi di revisione. Analogamente rilevanti risultano gli indirizzi del Ministero dell'Interno e della Ragioneria generale dello Stato, che hanno progressivamente chiarito gli aspetti procedurali e contabili più controversi.

L'obiettivo del corso è quindi quello di fornire agli amministratori, ai segretari comunali, ai dirigenti, ai responsabili finanziari e agli organi di revisione gli strumenti interpretativi e operativi necessari per distinguere correttamente le diverse fattispecie, individuare le procedure applicabili, prevenire irregolarità gestionali e garantire il rispetto dei principi di legalità, sana gestione finanziaria e tutela degli equilibri di bilancio che costituiscono il fondamento dell'ordinamento contabile degli enti locali.


PROGRAMMA

  1. Concetto di debito fuori bilancio
  2. Ipotesi tassative di debito fuori bilancio e condizioni per il loro riconoscimento

2.1. sentenze esecutive;

2.2. copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni, nei limiti degli obblighi derivanti da statuto, convenzione o atti costitutivi, purché sia stato rispettato l'obbligo di pareggio del bilancio di cui art. 114 ed il disavanzo derivi da fatti di gestione;

2.3. ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme previste dal codice civile o da norme speciali, di società di capitali costituite per l'esercizio di servizi pubblici locali;

2.4. procedure espropriative o di occupazione d'urgenza per opere di pubblica utilità;

2.5. acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 191, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l'ente, nell'ambito dell'espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza;

2.6. lavori pubblici di somma urgenza, nei limiti della tutela della pubblica incolumità.

3. Riconoscimento dell’interesse pubblico del debito

4. Modalità di finanziamento del debito se riconoscibile

5. L’orientamento della Corte dei Conti Sezione Autonomie

6. L’Orientamento delle Sezioni regionali Corte dei Conti

7. L’orientamento del Ministero dell’Interno

8. Le verifiche dell’Organo di revisione

9. Competenza e ruoli nella procedura di riconoscimento del debito fuori bilanci

10. Il caso del mancato riconoscimento

11. Modalità di contabilizzazione

Possibilità di partecipazione:

  • in live streaming: webinar in diretta con possibilità di porre quesiti, registrazione del corso e documentazione didattica;
  • on demand: registrazione del corso e documentazione didattica.


Per informazioni e necessità di supporto, vi invitiamo a contattarci all’indirizzo mail formazione@gruppodelfino.it.


Relatori

  • Dott. Maurizio Delfino

    dottore commercialista, esperto in finanza locale, gestione, contabilità pubblica


Luoghi e Date