Formazione non in diretta
60,00 €
Governo dei Servizi Pubblici Locali: 4° giornata
L'affidamento in house nel D.Lgs. 201/2022 e nel TUSP: requisiti, procedimento e analisi comparativa con laboratorio di casi pratici.
giovedì 25 giugno 2026
ore 9.00 - 12.00
relatori: Dott. Ludovico Balbo, Avv. Marco Littardi
PREMESSA
In attuazione della delega conferita dall'articolo 8 della legge 5 agosto 2022, n. 118 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021), nonché del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), il 23 dicembre 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto n. 201, volto al riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Nel rinnovato assetto, l’affidamento diretto a società in house rappresenta una delle modalità di gestione a disposizione dell’Ente: la sua adozione presuppone la sussistenza dei requisiti propri del modello — controllo analogo, attività prevalente e capitale interamente pubblico — e si accompagna ad un percorso motivazionale volto a dare conto, in chiave comparativa, dei benefici per la collettività e della congruità economico-finanziaria della scelta gestionale.
Ai sensi dell’art. 14, comma 2, del D.Lgs. n. 201/2022, la scelta della modalità di gestione impone all’Ente di ponderare le caratteristiche tecniche ed economiche del servizio, i profili di qualità, gli investimenti infrastrutturali, la situazione delle finanze pubbliche e i risultati prevedibilmente attesi in relazione alle diverse alternative; tali valutazioni devono confluire nella relazione illustrativa di cui all’art. 14, comma 3, redatta secondo lo schema tipo elaborato in sede ANAC.
Per gli affidamenti in house di importo superiore alle soglie di rilevanza europea, l’art. 17, comma 2, del medesimo Decreto esige una motivazione qualificata, idonea a dar conto dei benefici per la collettività, delle ragioni del mancato ricorso al mercato e della congruità economico-finanziaria della scelta, anche alla luce degli indicatori e degli schemi tipo predisposti dalle autorità di regolazione ovvero dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ai sensi degli artt. 7 e 8 del D.Lgs. n. 201/2022.
Tra gli elementi centrali della motivazione vi è la verifica dell’equilibrio economico-finanziario della gestione, inteso quale contemporanea presenza della convenienza economica e della sostenibilità finanziaria. Strumento elettivo di tale verifica è il Piano Industriale/Relazione Tecnica di Affidamento, all’interno del quale trova collocazione il Piano Economico-Finanziario (PEF): documento che, lungo l’intero arco dell’affidamento, deve rappresentare costi, ricavi, investimenti e relativi finanziamenti, nonché l’assetto economico-patrimoniale della società affidataria, il capitale proprio investito e l’ammontare dell’indebitamento.
All’interno del presente Webinar, come da programma che segue, si analizzeranno gli oneri motivazionali e i profili economico-finanziari dell’affidamento in house dei servizi pubblici locali, con particolare riguardo alla redazione del Piano Industriale e del Piano Economico-Finanziario, illustrando la disciplina vigente, la più recente giurisprudenza e gli aspetti operativi, anche per il tramite di indicazioni pratiche tratte da casi concreti, sotto il duplice profilo giuridico ed economico.
- La relazione sulla scelta della modalità di gestione (art. 14, comma 3): contenuti e schema tipo ANAC.
1.1. I presupposti soggettivi dell’affidamento in house: controllo analogo (art. 16 TUSP), attività prevalente oltre l’80% del fatturato, capitale interamente pubblico;
1.2. Le informazioni di sintesi ed il contesto giuridico; gli indicatori di riferimento e gli schemi tipo (costi di riferimento, schema tipo di PEF, indicatori e livelli minimi di qualità, schema di contratto tipo) ex artt. 7 e 8;
1.3. La descrizione del servizio: caratteristiche, obblighi di servizio pubblico e relative compensazioni;
1.4. La modalità di affidamento prescelta e la motivazione economico-finanziaria: risultati attesi, comparazione con le opzioni alternative e motivazione della durata del contratto;
1.5. Gli strumenti per la valutazione di efficienza, efficacia ed economicità: il Piano economico-finanziario ed il monitoraggio.
- La motivazione qualificata per gli affidamenti in house di importo superiore alle soglie europee (art. 17, comma 2).
2.1. La sussistenza dei requisiti dell’in house: struttura societaria, controllo analogo ed attività prevalente;
2.2. L’identificazione degli indicatori applicabili ex artt. 7, 8 e 9 (costi di riferimento, schema tipo di PEF, indicatori e livelli minimi di qualità, schema di contratto di servizio);
2.3. Le ragioni del mancato ricorso al mercato: le condizioni economiche e qualitative dei fornitori in aree comparabili e gli esiti delle procedure di gara;
2.4. I benefici attesi per la collettività in chiave comparativa: investimenti, qualità del servizio, costi dei servizi per gli utenti ed impatto sulla finanza pubblica;
2.5. Gli obiettivi di universalità, socialità, tutela dell’ambiente ed accessibilità; il raccordo con le pregresse gestioni in house e con le verifiche periodiche ex art. 30;
2.6. Il contratto di servizio ex art. 24 e la disciplina tariffaria.
- I profili economico-finanziari ed il Piano Industriale a supporto della motivazione.
3.1. L’equilibrio economico-finanziario: la contemporanea presenza di convenienza economica e sostenibilità finanziaria;
3.2. Il fallimento del mercato quale presupposto dell’intervento pubblico (monopolio naturale, asimmetrie informative, esternalità, obiettivi sociali);
3.3. La struttura del Piano Industriale: storia del servizio ed analisi delle performance gestionali pregresse;
3.4. L’analisi di mercato ed il benchmarking: domanda, offerta e confronto con esperienze analoghe;
3.5. Obiettivi, strategie di sviluppo ed indicatori di performance (KPI);
3.6. La struttura organizzativa, la governance ed il controllo analogo;
3.7. La pianificazione degli investimenti e delle risorse finanziarie.
- Il Piano Economico-Finanziario (PEF) e l’analisi di sostenibilità.
4.1. La costruzione del PEF: ricavi, costi, investimenti, finanziamenti ed assetto economico-patrimoniale;
4.2. Gli indicatori di sostenibilità operativa: EBITDA, break-even point e cash flow operativo;
4.3. Gli indicatori di convenienza e di bancabilità: TIR, VAN, WACC, DSCR ed LLCR;
4.4. La congruità della durata dell’affidamento: payback period e discounted payback period;
4.5. L’analisi comparativa rispetto alle soluzioni alternative e l’analisi SWOT in chiave quantitativa.
- Profili operativi e casi concreti: dalla relazione alla deliberazione di affidamento.
5.1. Il principio di autoorganizzazione amministrativa (art. 7 del D.Lgs. n. 36/2023) e l’articolazione della motivazione tra servizi a rilevanza economica e servizi strumentali;
5.2. Le indagini preliminari di mercato e la comparazione con standard oggettivi di riferimento (parametri Consip e delle centrali di committenza, prezzi di mercato);
5.3. L’individuazione del soggetto affidatario e la verifica in concreto del controllo analogo (clausole statutarie, patti parasociali, limiti ai poteri gestionali dell’organo amministrativo);
5.4. I contratti di servizio “a domanda individuale”, la disciplina tariffaria e la programmazione delle entrate ricorrenti su dati storici;
5.5. La simulazione di una gestione alternativa, l’asseverazione del PEF e la pubblicazione e trasmissione degli atti all’ANAC;
5.6. Esemplificazioni operative su servizi tipici (parcheggi, servizi cimiteriali e manutentivi, servizi culturali e sportivi).
Possibilità di partecipazione:
- in live streaming: webinar in diretta con possibilità di porre quesiti, registrazione del corso e documentazione didattica;
- on demand: registrazione del corso e documentazione didattica.
Per informazioni e necessità di supporto, vi invitiamo a contattarci all’indirizzo mail formazione@gruppodelfino.it.