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Bilancio consolidato Accrual non entra, per ora, in fase pilota, ma richiede preparazione per la nuova impostazione

Il bilancio consolidato 2025, da approvarsi in consiglio comunale entro il 31 ottobre 2026, sarà redatto ancora secondo regole e con modulistica di cui Dlgs 118/2011 e smi. Non ci sarà, almeno per ora, una fase pilota Accrual, secondo ITAS n. 12 e schemi di bilancio di cui ITAS 1. Tuttavia, l’ITAS 12 entra già oggi nel vivo dell'operatività, come riferimento di trasformazione, perché consente di anticipare il modo in cui dovranno essere costruiti i dati e lette le relazioni di gruppo nel nuovo ambiente Accrual. Quindi non è corretto rinviare il problema al 2030, anno di entrata a regime del sistema contabile Accrual.

Il D.L. 107/2026 ha ridisegnato il percorso di introduzione della contabilità Accrual, ma non ha previsto una fase pilota o una fase di sperimentazione del bilancio consolidato degli enti locali. La disciplina transitoria riguarda il bilancio di esercizio (rendiconto) economico-patrimoniale e non il bilancio consolidato.

L'ITAS 12 disciplina la composizione e i criteri del bilancio consolidato Accrual a regime, mentre l’ITAS 1 predispone lo schema di bilancio consolidato Accrual. Nella fase transitoria il legislatore ha chiesto la produzione sperimentale dei prospetti del bilancio di esercizio, ma non del bilancio consolidato.

Quindi, fino all'entrata a regime della riforma, il il rendiconto economico-patrimoniale è interessato dalla fase pilota e dalla sperimentazione (art. 12 commi 3 e 4 DL 107/2026) Accrual, mentre il bilancio consolidato continua ad essere redatto secondo la disciplina vigente del Dlgs 118/2011 (allegato 4/4), salvo futuri interventi normativi che ne disciplinino il passaggio al modello ITAS.


Fin d’ora, occorre rilevare le differenze tra il bilancio consolidato Dlgs 118/2011 e quello Accrual.

Il punto centrale non è solo che i due testi usano categorie diverse, ma che chiedono all’ente locale di organizzare il consolidato con una logica diversa. Il modello del Dlgs 118/2011 è costruito come parte del sistema di armonizzazione contabile e si appoggia a un percorso amministrativo ben tipizzato; l’ITAS 12 è invece pensato per un ambiente Accrual, nel quale il bilancio consolidato è trattato come esito di una valutazione più sostanziale del controllo, dell’area di consolidamento e dell’omogeneità dei criteri contabili.

In chiave applicativa, il confronto interessa diversi profili:

-perimetro dei soggetti da includere;

-criteri di inclusione

-schemi e set informativo del bilancio consolidato;

-metodi e fasi tecniche di consolidamento;

-impatto organizzativo sugli enti locali nella fase di transizione.


Perimetro di consolidamento: doppio passaggio nel 4/4, area unitaria nell’ITAS 12

Sul piano operativo, la differenza più evidente riguarda come l’ente individua chi entra nel consolidato.

Nel 4/4 la costruzione avviene in due stadi:

-individuazione del gruppo amministrazione pubblica (GAP);

-selezione del perimetro di consolidamento effettivo.

Questo doppio passaggio ha un rilievo pratico rilevante, perché normalmente richiede un’istruttoria formale dell’ente capogruppo e si riflette nelle delibere con cui vengono censiti gli organismi controllati, partecipati o comunque rilevanti.

Nell’ITAS 12, invece, il focus si sposta direttamente sull’area di consolidamento. La domanda operativa non è più, in prima battuta, quali soggetti appartengano al GAP in senso lato, ma quali organismi debbano essere rappresentati unitariamente nel bilancio consolidato in ragione del rapporto di controllo, controllo congiunto o partecipazione di rilevanza.

Di conseguenza:

nel 4/4 il lavoro dell’ente è più documentale e procedurale, perché deve costruire e motivare il passaggio da GAP a perimetro;

nell’ITAS 12 il lavoro è più valutativo, perché l’ente deve qualificare il legame con ciascun organismo secondo categorie contabili più sostanziali.

Per un ente locale in transizione, questo significa che la semplice anagrafica delle partecipazioni non basta più: diventa necessario costruire una mappa dei rapporti di gruppo che distingua chiaramente controllo esclusivo, controllo condiviso, partecipazioni rilevanti e casi marginali.


Criteri di inclusione: dal formalismo del settore locale a categorie Accrual più sostanziali

Il 4/4 è modellato sul contesto tipico degli enti territoriali: enti strumentali, organismi partecipati, società controllate e società partecipate. La disciplina è quindi molto aderente alla fisionomia del settore pubblico locale e combina classificazione dei soggetti secondo la loro natura istituzionale o societaria; verifica di irrilevanza secondo parametri quantitativi; individuazione di casi da includere comunque per ragioni sostanziali.

L’ITAS 12 tende invece a ricondurre il problema alle categorie proprie del consolidamento Accrual, ovvero controllo; controllo congiunto; partecipazione di rilevanza o influenza significativa, secondo la logica del principio.

Operativamente, cosa cambia:

L’ente deve analizzare non solo la quota detenuta, ma anche i poteri di governo, i vincoli contrattuali, gli assetti decisionali e la sostanza del rapporto.

Le esclusioni per irrilevanza tendono a perdere la rigidità tipica del 4/4 e a diventare più legate alla materialità informativa del bilancio consolidato.

Le partecipazioni indirette, i gruppi intermedi e i casi di controllo non lineare richiedono un’istruttoria tecnica più simile a quella dei consolidati economico-patrimoniali che a quella del tradizionale consolidato armonizzato.

In altri termini, il 4/4 chiede all’ente locale quali organismi del GAP entrano nel perimetro, mentre l’ITAS 12 chiede quali organismi devono essere consolidati perché il gruppo sia rappresentato correttamente come un unico soggetto


Schemi di bilancio: set minimo del 4/4 e reporting più esteso nell’ITAS 12

In merito a quali documenti devono essere prodotti, nel sistema del 4/4, il consolidato degli enti locali ruota essenzialmente attorno a:

-stato patrimoniale consolidato;

-conto economico consolidato;

-relazione sulla gestione, comprensiva della nota integrativa.

Il sistema ITAS 12 si colloca invece in un set informativo più ampio e coerente con il bilancio Accrual. In particolare, assumono rilievo strutturale:

-stato patrimoniale consolidato;

-conto economico consolidato;

-prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato;

-nota integrativa;

-un più forte raccordo sistematico con il rendiconto finanziario del modello Accrual.

L’impatto operativo è duplice. Sul piano informativo, l’ente deve disporre di dati più granulari per alimentare non soltanto il conto economico e lo stato patrimoniale, ma anche la dinamica del patrimonio netto e le ulteriori disclosure. Sul piano organizzativo, l’ufficio finanziario deve poter ricostruire in modo coerente rettifiche di consolidamento, movimenti sul patrimonio netto, variazioni da uniformazione dei criteri e, più in generale, le informazioni richieste da una nota integrativa più articolata.


Metodi di consolidamento: maggiore dipendenza dalla natura del legame partecipativo

Entrambi i modelli condividono il nucleo tecnico di ogni consolidato, ovvero aggregazione dei bilanci da consolidare; uniformazione temporale e valutativa; eliminazione di crediti e debiti, costi e ricavi; delle altre operazioni infragruppo; emersione della situazione del gruppo verso i soli soggetti terzi.

La differenza è nel grado di sistematicità con cui questi passaggi sono collegati alla qualificazione del rapporto partecipativo.

Nel 4/4 il metodo di lavoro è fortemente adattato alle esigenze del settore pubblico locale e alle sue ricorrenze applicative. L’attenzione dell’ente si concentra su raccolta dei bilanci dei soggetti inclusi; riconciliazione dei saldi reciproci; rettifiche per omogeneizzare criteri e tempi di chiusura; elisione delle operazioni infragruppo.

Nell’ITAS 12 queste fasi rimangono, ma si inseriscono in una logica più esplicitamente collegata ai metodi di consolidamento coerenti con il tipo di legame: in particolare, il principio valorizza la distinzione tra organismi controllati, fattispecie di controllo congiunto e partecipazioni di rilevanza.

Per l’ente locale, questo comporta diversi effetti pratici:

-maggiore attenzione alla classificazione preliminare della partecipazione, perché da essa dipende il trattamento contabile;

-necessità di documentare in modo più robusto le rettifiche di pre-consolidamento;

-maggiore sensibilità alle differenze tra valore della partecipazione, patrimonio netto dell’organismo e possibili differenze di consolidamento;

-maggiore centralità delle istruzioni della capogruppo agli organismi inclusi, per garantire omogeneità delle basi contabili.

Quindi, il 4/4 è più vicino a una logica di consolidamento gestita come adempimento periodico del gruppo pubblico locale, mentre l’ITAS 12 richiede un’impostazione più simile a un vero processo contabile di gruppo.


Impatto nella fase di transizione

Per gli enti locali, la differenza più concreta tra i due modelli si misura nella transizione operativa.

Finché resta applicabile il sistema del D.Lgs. 118/2011, il consolidato continua a essere redatto secondo il 4/4, con il suo apparato di perimetro, tempistiche e documenti propri. L’ITAS 12 entra però già oggi come riferimento di trasformazione, perché anticipa il modo in cui dovranno essere costruiti i dati e lette le relazioni di gruppo nel nuovo ambiente Accrual.

I principali impatti pratici sono i seguenti.

In merito alla mappatura partecipazioni, non basta più censire enti e società del GAP; occorre qualificare i rapporti secondo controllo, controllo congiunto e rilevanza.

In merito al piano dei conti e riclassificazioni, occorre raccordare i dati del sistema attuale con i nuovi schemi e criteri Accrual.

In merito alle tempistiche interne, aumenta il lavoro preparatorio prima del consolidato, ovvero istruzioni agli organismi, raccolta dati, test di omogeneità, riconciliazioni.

In merito alla qualità del dato diventano maggiormanete rilevanti coerenza dei criteri valutativi, corretta imputazione temporale delle operazioni, completezza delle partite infragruppo.

In merito alla governance del processo, l’ente deve presidiare non solo l’adempimento finale, ma un flusso continuativo di dati dal gruppo.

In merito alla disclosure (informativa obbligatoria e volontaria verso i terzi), cresce il fabbisogno informativo per nota integrativa, patrimonio netto consolidato e spiegazione delle rettifiche.


Emerge di conseguenza, che l’impatto dell’ITAS 12 Accrual non è tanto nell’atto finale di redazione, quanto nella preparazione dell’infrastruttura contabile e informativa necessaria per arrivare a un consolidato attendibile.

Delfino & Partners, che redige il bilancio consolidato enti locali dall’entrata in vigore dell’obbligo di cui Dlgs 118/2011 e sua fase sperimentale, sta impostando il bilancio consolidato Accrual. Per essere contattati, scrivere a info@gruppodelfino.it