← Indietro

Capacità fiscale di ogni Comune, Anci Ifel in audizione

Anci e Ifel in audizione, con il proprio delegato dott. Canelli Sindaco di Novara, presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale della Camera nell’ambito dell’esame del decreto ministeriale che approva la stima delle capacità fiscali per singolo comune e la nota metodologica sulla procedura di calcolo per il 2026, hanno posto critiche costruttive sull’attuale impianto della fiscalità locale.

Canelli ha evidenziato che l’aggiornamento 2026 della capacità fiscale dei Comuni segna un passo avanti nel sistema perequativo del Fondo di solidarietà comunale (FSC). Ma i Comuni italiani si trovano spesso a fare i conti con assegnazioni del Fondo di solidarietà comunale che variano sensibilmente da un anno all’altro, senza che i sindaci riescano a comprenderne le ragioni. Per questo avanziamo tre richieste: clausole di gradualità, maggiore trasparenza delle stime e maggiori risorse perequative.

Canelli ha riconosciuto i progressi tecnici compiuti grazie al confronto ma ha rilanciato sulla necessità di rafforzare l’intero impianto redistributivo. “La capacità fiscale – il potenziale di entrata standard di ciascun Comune, al netto delle scelte discrezionali sulle aliquote — è uno dei parametri chiave per distribuire le risorse del FSC insieme ai fabbisogni standard”, ha spiegato. “I Comuni con capacità fiscale inferiore ai propri fabbisogni ricevono maggiori trasferimenti perequativi; quelli più “ricchi” contribuiscono al sistema. Per il 2026 la quota del FSC distribuita con criteri perequativi raggiunge l’80%, con un livello effettivo di perequazione pari al 68% delle risorse perequabili – una percentuale destinata a crescere negli anni a venire”, ha evidenziato il delegato Anci.

Sul piano tecnico, Anci e Ifel apprezzano il lavoro svolto dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard (CTFS) con il Dipartimento delle Finanze del MEF. “In particolare, non possiamo che giudicare positivamente il nuovo modello dedicato all’imposta di soggiorno, ora stimata con una funzione separata rispetto al più ampio aggregato della capacità fiscale residuale (CFR). Un’innovazione che – secondo il presidente Ifel – apre la strada a ulteriori miglioramenti. “Analogo approfondimento potrebbe riguardare il canone unico patrimoniale, mentre maggiore prudenza è necessaria per le sanzioni al codice della strada, legate a comportamenti individuali difficilmente standardizzabili”, ha detto Canelli.

Tuttavia, per il delegato rimangono criticità sulla componente residuale della capacità fiscale, stimata econometricamente in assenza di basi imponibili misurabili. Da qui le tre richieste, la prima: “introdurre clausole di gradualità per ogni revisione metodologica significativa, con meccanismi di stabilizzazione che impediscano variazioni brusche nelle assegnazioni”. Ancora “garantire maggiore trasparenza nella costruzione delle stime, perché capire perché cambia la propria capacità fiscale non è solo una questione tecnica, ma di legittimità istituzionale”, ha aggiunto il delegato. Infine, “rafforzare il Fondo stesso con risorse adeguate, poiché nessun perfezionamento metodologico può compensare una dotazione finanziaria insufficiente a soddisfare i fabbisogni dei territori e a rispondere alla pressione dell’aumento dei costi”, ha aggiunto.

In definitiva per Anci i miglioramenti metodologici sono necessari ma non sufficienti. “Le revisioni tecniche non possono compensare l’insufficienza delle risorse perequative disponibili, a fronte della scarsa manovrabilità dei tributi comunali”, ha sottolineato il sindaco di Novara. Che ha chiesto il rafforzamento strutturale del FSC e un tavolo stabile con Governo e CTFS per garantire sostenibilità e stabilità al sistema, anche in vista dell’attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEP) introdotti con l’ultima manovra”, ha concluso.