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Catalogo dei beni culturali, base per la ricognizione Accrual

La Ragioneria Generale dello Stato evidenzia in un recente documento come la Riforma contabile Accrual affronti il tema della valorizzazione contabile del patrimonio culturale in Italia, proponendo una metodologia innovativa volta ad includere tale tipologia di beni negli schemi di bilancio.

Nonostante gli importanti effetti economici e finanziari correlati al loro immenso valore storico e identitario, molti beni culturali sono ancora esclusi dai rendiconti patrimoniali degli enti che ne hanno la titolarità, o riportati con valori non adeguati, creando un vuoto informativo nei sistemi di contabilità pubblica.

La RGS sottolinea l'importanza di una rappresentazione contabile accurata e trasparente dei beni culturali, che includa sia informazioni finanziarie che non finanziarie, per garantirne una gestione efficace e un’adeguata valorizzazione nel rispetto dello standard contabile ITAS 4 – Immobilizzazioni materiali.

Ma quali sono i beni culturali dei Comuni italiani e soprattutto su quali beni culturali, che rientrano nelle disposizioni di cui Dlgs 42/2004, il Comune ha il controllo ?

Il CATALOGO DEI BENI CULTURALI consente di individuare, selezionando il Comune di interesse, i beni culturali presenti sul territorio. Occorre individuare su quali beni culturale il Comune esercita il controllo. Poi bisogna giungere al valore “affidabile” Accrual.

Delfino & Partners accompagna gli enti pubblici in questo percorso. Per informazioni: info@gruppodelfino.it