Consiglieri comunali: il diritto di accesso non è illimitato
Con parere n. 17160/2026 il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero è ritornato sui limiti del diritto di accesso e degli strumenti di sindacato ispettivo riconosciuti ai consiglieri comunali.
Nel merito, viene ricordato che l'articolo 43 del TUEL riconosce ai consiglieri la possibilità di richiedere informazioni e documenti senza dover motivare nel dettaglio l’istanza. Tuttavia tale prerogativa deve essere strettamente collegata all’esercizio del mandato elettivo e alle funzioni di controllo politico-amministrativo, senza sconfinare nella gestione amministrativa dell'ente.
Il parere nasce dal caso di alcuni consiglieri che avevano presentato richieste molto dettagliate su singoli atti gestionali, anche direttamente all'organo di revisione economico-finanziaria. Secondo il Dipartimento, le richieste non possono tradursi in forme di controllo puntuale sull'attività amministrativa, riservata agli organi di gestione competenti.
Il Dipartimento ha quindi sottolineato che il diritto di accesso dei consiglieri, seppur ampio, non è illimitato e deve essere esercitato nel rispetto dei principi di proporzionalità, strumentalità e ragionevole bilanciamento, senza aggravare inutilmente l'attività degli uffici comunali.