Controlli interni, la Corte dei Conti rileva una generale inadeguatezza
La Corte dei Conti Sezione Autonomie, con delibera n. 6/2026, ha pubblicato il questionario relativo ai controlli interni 2025 (manca ancora il questionario 2024) evidenziando la generale insufficiente predisposizione di adeguati strumenti da parte degli enti locali.
Con un recente referto al Parlamento (Deliberazione 1/SEZAUT/2025/FRG), la Sezione delle autonomie ha analizzato il percorso di attuazione del sistema dei controlli interni degli enti locali, rilevando come i controlli interni, in un arco di medio termine - il periodo compreso tra il 2021 e il 2023 - pur mostrando un generale miglioramento dell’efficacia rispetto alle rilevazioni svolte nel periodo precedente, ancora pongano maggiore attenzione agli aspetti legati alla legalità finanziaria e, dunque, alla regolarità amministrativa e contabile, settori nei quali i controlli restano quelli maggiormente diffusi, piuttosto che ai controlli di gestione, ancora poco praticati in alcuni contesti geografici.
Persistenti, poi, sono le difficoltà organizzative, e talvolta culturali, in ordine ai controlli di qualità, che non sempre sono funzionali a far attivare agli enti azioni correttive, in particolare per migliorare la qualità dei servizi. In particolare, con riferimento al controllo di gestione, è evidente come tale tipologia di controllo sia, oltre che poco diffusa, ove presente, ancora in una fase iniziale di sviluppo, soprattutto ove manchi una contabilità analitica strutturata, nonostante i numerosi anni trascorsi dalla introduzione della riforma. Inoltre, la mancanza di tempestività nei report e l’uso di metodi non contabili rendono difficile un efficace monitoraggio delle attività, determinando così un impatto scarsamente significativo del controllo gestionale sulla programmazione, e una non generalizzata modifica degli obiettivi a seguito del monitoraggio stesso, fenomeno particolarmente evidente nelle Regioni meridionali.
Alcuni Comuni, dunque, interpretano il controllo di gestione come un’attività esclusivamente consuntiva, non impattante sulle attività in corso o sulla revisione degli obiettivi, con conseguente impedimento di un’efficace azione di riprogrammazione in parallelo alle attività gestionali.
Emerge da tale analisi che – nonostante i molteplici interventi normativi in materia e la diffusa sensibilizzazione sull’importanza di una sana gestione amministrativa non ancorata al mero adempimento di quanto prescritto dalla norma, ma indirizzata anche al conseguimento di un risultato, a cui il controllo interno è funzionale - numerose amministrazioni locali sono ancora saldate a tradizioni culturali più propriamente giuridiche e adempimentali, piuttosto che aziendali.
Il nuovo schema di relazione, strutturato in un questionario a risposta sintetica, è organizzato in sette sezioni e una appendice, dedicate alla raccolta di informazioni uniformi per ciascuno dei profili di seguito indicati: la prima sezione (Sistema dei controlli interni) mira ad una ricognizione dei principali adempimenti comuni a tutte le tipologie di controllo; i quesiti attengono alla verifica della piena ed effettiva operatività dei controlli in conformità alle disposizioni regolamentari, statutarie o di programmazione, cui si aggiungono particolari riferimenti al numero dei report da produrre e alle azioni correttive avviate; la seconda sezione (Controllo di regolarità amministrativa e contabile) è volta ad intercettare le eventuali problematiche presenti nell’esercizio del controllo di regolarità tecnica e contabile sugli atti aventi rilevanza finanziaria e/o patrimoniale, nel funzionamento dei processi a monte e a valle dei report adottati nell’esercizio e nell’adozione delle misure consequenziali facenti capo ai responsabili dei settori in cui l’amministrazione locale risulta articolata. Vengono approfondite le richieste inerenti alle tecniche di campionamento utilizzate per la selezione degli atti oggetto di controllo, al fine di ridurre il rischio di scelte arbitrarie e di rafforzare l’affidabilità delle verifiche. Viene inoltre confermata la centralità del monitoraggio dei tempi medi di pagamento quale indicatore di efficienza gestionale e corretto utilizzo delle risorse pubbliche, in coerenza con il quadro normativo che attribuisce a tali risultati un rilievo diretto nella valutazione della performance dirigenziale; la terza sezione (Controllo di gestione) è stata semplificata nelle componenti meramente procedurali, mantenendo l’attenzione sull’adozione di un sistema di contabilità analitica per centri di costo, dei relativi indicatori e sul grado di incidenza effettiva delle analisi di controllo sulla riprogrammazione degli obiettivi dell’ente; la quarta sezione (Controllo strategico) è intesa, invece, a sondare il livello di attenzione delle verifiche in ordine all’attuazione dei programmi e delle tecniche adottate per orientare le decisioni dei vertici politici nella individuazione degli obiettivi delle scelte strategiche da operare a livello di programmazione; sono stati pertanto confermati alcuni quesiti concernenti il PIAO e quelli relativi alle misure di contrasto alla corruzione adottate dall’ente; la quinta sezione (Controllo sugli equilibri finanziari) mira a verificare l’adozione da parte del responsabile del servizio finanziario delle linee di indirizzo e di coordinamento per l’ordinato svolgimento dei controlli sugli equilibri finanziari nonché il coinvolgimento degli altri soggetti interessati delle verifiche; la sesta sezione (Controllo sugli organismi partecipati) mantiene, nell’ottica della semplificazione, i quesiti inerenti a verificare la presenza di strutture dedicate al controllo sugli organismi partecipati con specifici approfondimenti sugli indirizzi adottati, l’ambito del monitoraggio e i profili organizzativi e finanziari; la settima sezione (Controllo sulla qualità dei servizi) è diretta, infine, a evidenziare se i controlli di qualità si spingono ad esaminare le dimensioni effettive delle prestazioni erogate, in termini di prontezza, coerenza ed esaustività, la misurazione della soddisfazione percepita dagli utenti, l’effettuazione di indagini di benchmarking ed il coinvolgimento attivo degli stakeholders, con un particolare riferimento ai sistemi di valutazione partecipativa e al loro impatto ai fini della programmazione degli obiettivi.
L’appendice dedicata al PNRR è stata oggetto di una profonda razionalizzazione, superando le verifiche di natura gestionale già presidiate dai sistemi nazionali di monitoraggio e rendicontazione e limitando il focus agli aspetti essenziali di integrazione dei controlli interni con la governance complessiva degli interventi.