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Data governance Accrual, un nuovo modo di gestire il Comune

La riforma Accrual pone in evidenza il tema del “dove sono le informazioni” , quindi diventa rilevante la DATA GOVERNANCE in chiave organizzativa e gestionale.

Il tema della data governance Accrual negli enti locali va letto come questione trasversale di ente e non come adempimento confinato al servizio finanziario. Il punto organizzativamente decisivo è stabilire dove risiedono le informazioni, chi ne è responsabile, con quali regole vengono prodotte, aggiornate e validate e come confluiscono nel sistema contabile.

Nel passaggio dalla contabilità economico-patrimoniale “derivata” alla logica accrual fondata su rilevazioni autonome, il dato non è più solo un output del bilancio: diventa infrastruttura amministrativa dell’ente. Per un Comune, ciò riguarda l’intero perimetro organizzativo: patrimonio, lavori pubblici, tributi, personale, contratti, servizi a domanda individuale, concessioni, contenzioso, partecipate, economato, ambiente, sociale, cultura, polizia locale, sistemi informativi.

Il profilo centrale non è solo contabile, ma di governo del ciclo del dato: censimento, titolarità, qualità, interoperabilità, tracciabilità e riconciliazione.

Nel Comune la domanda “dove sono le informazioni?” ha una valenza giuridico-organizzativa prima ancora che tecnica. La riforma Accrual presuppone che ogni fatto amministrativo con impatto economico o patrimoniale sia presidiato nel punto in cui nasce.

In sintesi:

-il dato sull’immobile nasce nell’ufficio patrimonio o lavori pubblici, non in ragioneria;

-il dato sul credito tributario nasce nel servizio tributi e nella riscossione;

-il dato sul costo del personale nasce in personale e stipendi;

-il dato su concessioni, canoni, locazioni, manutenzioni, utenze, fondi rischi, passività potenziali nasce nei rispettivi uffici gestori.

La ragioneria, in questa architettura, non può essere l’unico “produttore” del dato: è il soggetto che coordina, riconcilia, traduce contabilmente e valida, ma la qualità della rendicontazione dipende dall’intera catena amministrativa.

Ne deriva che la data governance Accrual è l’insieme delle regole con cui l’ente definisce: il responsabile funzionale del dato; responsabile dell’aggiornamento; sistema sorgente; evento che genera la registrazione; tempi di aggiornamento; controlli di qualità e quadratura; regole di raccordo con piano dei conti e schemi di bilancio.

Le informazioni rilevanti per Accrual sono diffuse in tutto l’ente. Delfino & Partners ha costruito una mappa minima delle informazioni per le principali aree del Comune.

Giusto per citare uno dei tanti esempi, è noto che uno dei profili più rilevanti della riforma Accrual, specialmente per i Comuni, è il rafforzamento del concetto di controllo del bene rispetto alla sola proprietà formale. Ciò incide sulla qualità dell’inventario e sulla costruzione del bilancio di apertura economico-patrimoniale coerente con gli standard ITAS.

Devono essere censiti e valutati i beni che l’ente controlla e dai quali trae potenziale di servizio o benefici economici, anche quando il dato giuridico-formale non coincide perfettamente con la proprietà civilistica. Questo passaggio ha un effetto immediato sulla governance del dato, ovvero il fascicolo patrimoniale non può limitarsi a catasto e atti di provenienza; servono informazioni su uso effettivo, destinazione pubblica, concessioni, stato manutentivo, vincoli, vita utile, eventi modificativi; il dato deve essere costruito con il concorso di patrimonio, tecnico, demanio, contratti, cultura, scuola, sport e altri uffici utilizzatori. In assenza di questa governance, il rischio non è solo una valutazione imprecisa, ma una vera alterazione del perimetro patrimoniale dell’ente.

Per essere contattati inviare mail a: info@gruppodelfino.it