Disavanzo e cassa vincolata: valorizzato il potenziamento degli strumenti di riscossione tra le misure correttive idonee
In sede di esame del rendiconto 2024 di un Comune toscano, la Sezione regionale di controllo aveva accertato diverse irregolarità: l'errata quantificazione della componente vincolata "Altri vincoli" del risultato di amministrazione, l'assenza di una corretta contabilizzazione dei flussi di cassa vincolata ai sensi del D.Lgs. n. 118/2011 e l'impiego di fondi a specifica destinazione per spese correnti non ricostituiti, con un disavanzo complessivo di circa 570.000,00 euro. Il Comune trasmetteva quindi le misure correttive adottate con delibera consiliare, corredate da una relazione sulla gestione di cassa, sottoponendole alla valutazione della Sezione ai sensi dell’art. 148-bis del TUEL.
Detto articolo attribuisce alla Corte dei conti il compito di verificare che l'ente, a fronte di squilibri o irregolarità contabili accertati, adotti misure correttive effettivamente idonee a ripristinarne la corretta gestione finanziaria, ivi compreso il finanziamento del disavanzo secondo gli ordinari strumenti dell'art. 188 TUEL.
Nella propria istruttoria, con deliberazione n. 118/2026/PRSP, il Collegio ha dato atto che l'Ente aveva ridefinito correttamente il risultato di amministrazione e programmato il finanziamento dell'ulteriore disavanzo accertato. Un rilievo significativo è stato attribuito, tra le misure correttive sul fronte della cassa vincolata, al potenziamento degli strumenti di riscossione: la reinternalizzazione, dal 2024, della riscossione spontanea (in precedenza affidata all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, con conseguenti sfasamenti temporali negli incassi) e l'avvio, con delibera consiliare, dell'affidamento in concessione della riscossione coattiva a soggetti terzi iscritti all'Albo di cui all'art. 53 del D.Lgs. n. 446/1997, a fronte delle riconosciute difficoltà strutturali del concessionario nazionale nel recupero coattivo delle entrate locali. A ciò si sono affiancati l'incremento delle aliquote IMU e delle tariffe dei servizi a domanda individuale, nonché un'intensa attività di contrasto all'evasione, che ha condotto, al 31 dicembre 2025, all'emissione di un migliaio di avvisi di accertamento IMU e circa 240 avvisi TARI, e al recupero di somme relative a concessioni cimiteriali scadute. Sulla base di tali elementi, il Collegio ha ritenuto le misure adottate idonee, riservandosi di valutarne l'effettività nei successivi cicli di controllo, e ha comunque richiamato l'Ente all'importanza di una gestione finanziaria sempre più sana.
La pronuncia offre un utile riferimento operativo per gli enti locali alle prese con squilibri di bilancio: il potenziamento degli strumenti di riscossione spontanea e coattiva previsti dall'ordinamento, unitamente alla leva tariffaria e al contrasto strutturato dell'evasione, costituisce una misura correttiva che la magistratura contabile valuta con favore ai fini del rientro dalle irregolarità e della ricostituzione dei vincoli di cassa. Decisioni strategiche che, anche alla luce delle novità legislative in materia di riscossione, gli Enti locali saranno chiamati a prendere sempre più spesso.