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Impugnazione varianti urbanistiche: decorrenza distinta tra pubblicazione e conoscenza effettiva

Con sentenza n. 4432/2026, il Consiglio di Stato è intervenuto sui criteri di decorrenza del termine per l’impugnazione degli atti di pianificazione urbanistica, distinguendo tra disciplina generale e varianti specifiche, traendo il seguente principio:

“Per gli atti di pianificazione territoriale, il termine per l’impugnazione decorre, in via generale, dalla loro pubblicazione secondo le forme previste dalla legge; tuttavia, ove la variante urbanistica incida in modo diretto, puntuale e specifico su un bene determinato, individuando un destinatario immediatamente inciso, come accade nell'ipotesi di variante al piano di localizzazione che dichiari - con effetti ablatori reali - incompatibile con la sua disciplina un impianto di trasmissione radiofonica esistente assoggettandolo a riallocazione, sorge l’obbligo dell’amministrazione di procedere alla comunicazione o notificazione individuale dell’atto, con la conseguenza che il termine decadenziale per proporre ricorso decorre dalla effettiva conoscenza dell’atto da parte dell’interessato.”