← Indietro

Inutilizzabilità dei veicoli fuori uso, nuovo servizio a domanda individuale

Un nuovo servizio a domanda individuale è di fatto inserito nell'elenco di cui al Decreto ministeriale 31 dicembre 1983: l'Attestazione di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso ai fini della rottamazione.

La disciplina derivante dalla Legge 26 gennaio 2026, n. 14, pubblicata nella G.U. n. 29 del 5 febbraio 2026, ha modificato sia il D.Lgs. n. 209/2003 (veicoli fuori uso) sia il D.Lgs. n. 152/2006 (Codice dell'ambiente).

L'articolo 3 della legge introduce:

l'attestazione di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso ai fini della rottamazione;

l'inserimento del relativo rilascio tra i servizi a domanda individuale di cui al D.M. Interno 31 dicembre 1983;

la competenza del rilascio in capo alla Polizia Locale oppure ad altro ufficio individuato dall'ente proprietario della strada;

la possibilità per il Comune di determinare la tariffa del servizio.

La novità non consiste semplicemente nell'istituzione di un nuovo certificato.

L'obiettivo del legislatore è soprattutto quello di superare una criticità molto frequente, ovvero veicoli ormai ridotti a rottame ma gravati da fermo amministrativo, che in passato spesso non potevano essere demoliti con conseguente permanenza negli spazi pubblici; nei depositi comunali; nelle depositerie convenzionate.

La Legge n. 14/2026 introduce quindi una disciplina speciale che permette la demolizione anche in presenza del fermo amministrativo, purché ricorrano determinati presupposti.

L'attestazione non riguarda tutti i veicoli destinati alla demolizione, ma solo nei casi previsti dalla novella normativa. Le ipotesi tipiche sono veicolo rinvenuto su area pubblica; veicolo non reclamato dal proprietario; veicolo acquisito dall'ente; veicolo sottoposto a fermo amministrativo per il quale si intende procedere alla demolizione. Per la normale demolizione presso un centro autorizzato nulla cambia.

La circolare MIT n. 9948 del 1° aprile 2026 fornisce le prime indicazioni operative agli enti.

La norma produce conseguenze organizzative non trascurabili per i Comuni, che dovranno individuare l'ufficio competente; APPROVARE LA TARIFFA DEL SERVIZIO; predisporre modulistica; disciplinare il procedimento; definire chi effettua materialmente l'accertamento; stabilire gli standard tecnici dell'attestazione. La circolare invita espressamente gli enti ad adottare tali misure organizzative.