Pubblica illuminazione, rilievi di ANAC su gestione e controlli
Gravi inadempimenti nell’esecuzione del servizio, mancato rispetto degli impegni assunti in sede di gara e criticità sul fronte della sicurezza: sono alcuni dei rilievi contenuti nella recente delibera con cui ANAC ha concluso un’attività di vigilanza sulla gestione integrata e manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione, comprensiva della fornitura di energia elettrica, affidata da un Ente.
L’intervento dell’Autorità riguarda un contratto del valore di oltre 8 milioni di euro e trae origine dalla segnalazione di un consigliere comunale, che aveva denunciato presunte difformità nell’esecuzione del servizio rispetto a quanto previsto dal contratto e dall’offerta tecnica presentata in gara.
Nel corso dell’istruttoria sono emerse significative divergenze tra gli impegni assunti dal concessionario e le prestazioni effettivamente rese. Tra le principali criticità segnalate figurano la mancata installazione e attivazione del sistema informativo gestionale e di telecontrollo previsto contrattualmente, l’assenza di riscontri oggettivi sulle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, il mancato funzionamento per oltre cinque anni degli impianti semaforici e di videosorveglianza inclusi nel servizio e risultati ritenuti insoddisfacenti sotto il profilo dell’efficienza energetica e della qualità dell’illuminazione pubblica.
Nonostante tali criticità, secondo quanto rilevato dall’Autorità, l’amministrazione avrebbe rilasciato nel 2020 il certificato di collaudo positivo e continuato a corrispondere i canoni previsti dal contratto, in assenza di adeguata documentazione probatoria e di verbali di verifica delle prestazioni eseguite.
L’Autorità ha inoltre evidenziato che, per anni, non sarebbero state formalizzate contestazioni di inadempimento nei confronti del concessionario né applicate le penali previste dal contratto. Una circostanza che, secondo la delibera, ha determinato una sostanziale disapplicazione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento, compresa la possibilità di procedere alla risoluzione del rapporto contrattuale.
Ulteriori rilievi riguardano la mancata predisposizione, per lungo tempo, della documentazione prevista dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché carenze nell’attività di vigilanza e controllo sull’esecuzione del contratto.
Secondo l’Autorità, il ritardo nella contestazione delle irregolarità e l’omissione dei controlli hanno consentito la prosecuzione del rapporto contrattuale con modalità difformi rispetto a quelle offerte in sede di gara, determinando un servizio qualitativamente e quantitativamente inferiore rispetto a quello pattuito e un vantaggio per il concessionario che non avrebbe subito le conseguenze previste per i gravi inadempimenti accertati.
Con la delibera in questione ANAC ha accertato la presenza di gravi inadempimenti nell’esecuzione delle prestazioni, l’inottemperanza agli obblighi assunti con l’offerta migliorativa e l’inosservanza della normativa in materia di sicurezza. Ha inoltre rilevato gravi ritardi dell’Amministrazione concedente nella contestazione delle violazioni.
Pertanto, sia il concessionario sia l’ente locale sono stati invitati ad adottare misure correttive e a comunicare all’Autorità le iniziative assunte entro trenta giorni.