← Indietro

Questionario sui controlli interni, come rendicontare il 2024

Con delibera n. 6/2026/INPR la Sezione Autonomie della Corte dei Conti ha approvato le “Linee guida e questionario per le relazioni annuali del sindaco dei comuni con più di 15.000 abitanti, del sindaco delle città metropolitane e del presidente delle province sul funzionamento del sistema integrato dei controlli interni nel 2025 (art. 148, d.lgs. 267/2000)”.

Il modello di questionario afferisce all’obbligo di rendicontazione nel 2026 della situazione riferita all’anno 2025 e, segue, a distanza di due anni la precedente deliberazione n. 2/2024/INPR riferita all’adempimento degli anni 2022 e 2023.

Come porsi quindi rispetto alla rendicontazione del sistema dei controlli interni per l’esercizio 2024 per cui non è stato licenziato apposito questionario?

Secondo l’art. 148, co. 1, del TUEL:

“Le sezioni regionali della Corte dei conti, con cadenza annuale, nell'ambito del controllo di legittimità e regolarità delle gestioni, verificano il funzionamento dei controlli interni ai fini del rispetto delle regole contabili e dell'equilibrio di bilancio di ciascun ente locale. A tale fine, il sindaco, relativamente ai comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, o il presidente della provincia, avvalendosi del direttore generale, quando presente, o del segretario negli enti in cui non è prevista la figura del direttore generale, trasmette annualmente alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti un referto sul sistema dei controlli interni, adottato sulla base delle linee guida deliberate dalla sezione delle autonomie della Corte dei conti e sui controlli effettuati nell'anno, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione; il referto è, altresì, inviato al presidente del consiglio comunale o provinciale.”,

Una lettura prudente della norma porta a ritenere che l’assenza di specifiche linee guida della Corte dei Conti nel 2025 non esoneri, di fatto, dall’obbligo di referto per l’anno 2024, ciò in quanto:

- l’art. 148 del TUEL prevede un obbligo di trasmissione annuale del referto a carico dell’ente;

- il referto deve essere costruito sia sulla base di linee guida deliberate dalla Corte dei conti sia sui controlli effettivamente svolti nel corso dell’anno;

- la norma non impone un obbligo di aggiornamento annuale delle linee guida ma solo un termine per la loro prima adozione;

- eventuali modalità tecniche o ritardi sul sistema di trasmissione Con.Te non incidono sull’obbligo sostanziale di refertazione.

In tal contesto, per quegli enti che, nelle more di disporre di linee guida aggiornate, non abbiano ancora adottato il referto 2024 ma si trovino ora, in concomitanza con la predisposizione del referto 2025, a dover individuare la corretta modalità di adempimento, si riterrebbe prudente procedere comunque alla redazione della relazione riferita al 2024, in modo da risultare formalmente adempienti sotto il profilo dell’adozione, rinviando la trasmissione alla Corte all’eventuale attivazione di specifica funzione sul portale Con.Te o a successive indicazioni/della competente Sezione regionale di controllo.

Per quanto concerne lo schema da adottare per il referto 2024 parrebbe opportuno adattare ai controlli dell’anno il questionario previsto dalla deliberazione n. 2/2024/INPR, in quanto rappresenta la modellistica vigente nel periodo ordinario di adempimento. Non parrebbe invece corretto impiegare il nuovo questionario, approvato con deliberazione n. 6/2026/INPR, in quanto espressamente riferito ai controlli dell’anno 2025 e costruito sulla base di un contesto normativo e organizzativo successivo al periodo cui fa riferimento il referto 2024.