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“Un contribuente, in data 23/03/2021, acquista un immobile cat. A2 distinto catastalmente con foglio 10 e mappale 374, dichiarandola come abitazione principale.

Il 23/12/2024 acquista un immobile cat. C6 distinto catastalmente al foglio 5 mappale 4687.

Il 04/07/2024 acquista un immobile cat. A2 distinto catastalmente con foglio 10 e mappale 3803.

Il 02/01/2026 vende l'immobile adibito ad abitazione principale distinto catastalmente con foglio 10 e mappale 374 e dichiara come abitazione principale l'immobile distinto catastalmente con foglio 10 e mappale 3803 e come sua pertinenza l'immobile distinto catastalmente al foglio 5 mappale 4687 cat. C6 che dista quasi 2 …

Con la presente si richiede un parere in merito all’applicazione del regime IVA per l'acquisto di n. 100 cartucce per dispositivi TT e per il relativo servizio di formazione obbligatoria rivolto a 4 operatori della Polizia Locale.

La ditta fornitrice, XX S.p.A., applica l'aliquota IVA ordinaria del 22% su entrambe le voci, motivando tale scelta con il fatto di non essere un ente accreditato per la formazione e ha strutturato la trattativa diretta sul MePA impostando un unico imponibile complessivo pari ad € 7.086,24.

Tuttavia, nel preventivo allegato, gli importi relativi alla fornitura e alla formazione risultano chiaramente distinti.

Con la presente siamo a richiedere un parere in merito alla corretta applicazione dell’agevolazione IMU C/1 Negozi e botteghe - Immobili locati -- Destinazione d'uso: Utilizzato per attività' produttiva e/o commerciale o per l'esercizio di arti e professioni.

In quanto abbiamo rilevato che il proprietario ha concesso l’immobile di categoria C/1 in locazione ad una società s.r.l. di cui è socio, con destinazione d’uso “magazzino e deposito “con durata 6+6, e successivamente la stessa società in persona del socio proprietario ha sub-locato l’immobile stesso con contratti di durata di anno in anno fino al 2026 compreso.

Siamo a richiedere …

Relativamente a collaboratori occasionali non dipendenti del comune all’atto della corresponsione del compenso ISTAT deve essere liquidato tale importo al lordo o al netto dell’IRAP da versare all’erario.

Il nostro ente ha contratto un mutuo flessibile nel 2024, con inizio ammortamento 2027. Avendo un accantonamento a conto del bilancio 2025, un fondo generato dal 10% di alienazione aree si chiede se è possibile utilizzarlo per ridurre questo mutuo. Ad oggi non abbiamo utilizzato nessuna quota.

“Atteso che l’Ufficio per i procedimenti disciplinari, gestito in forma associata, ha inoltrato all’ente la contestazione disciplinare a carico di un dipendente richiedendo di procedere con la comunicazione dell’atto al lavoratore interessato e considerati l’art.55bis del D.Lgs. n.165/2001, la normativa sulla privacy e la convenzione che regola i rapporti per la gestione dell’UPD, si richiede se una notifica a mezzo dell’ufficiale giudiziario sia adeguata e conforme”.

“Atteso che un agente di polizia locale, servizio in convenzione con altro Ente che è anche capofila, ha prestato lavoro straordinario elettorale il giorno domenica 8/03/2026 per complessive ore 6, si richiede se, per il servizio svolto, oltre alla liquidazione dello straordinario elettorale festivo diurno, al lavoratore debba spettare o meno anche di un giorno di riposo compensativo”.

Il nostro Ente a Gennaio 2026 ha pagato un contributo a residui 2025 sulla base di una dichiarazione del percipiente datata 2025 in cui indicava di non essere soggetto alla ritenuta del 4%. A contributo pagato, la cooperativa ci informa che dal 01/01/2026 è soggetta alla succitata ritenuta Irpef.

Alla luce di quanto sopra avrei bisogno di chiarire i seguenti punti:

1 - vale il principio della cassa per il quale dobbiamo farci restituire la somma non trattenuta e provvedere a versare la somma con ravvedimento?

- oppure essendo un contributo di competenza 2025 con impegno 2025 è corretto …

Scriviamo in merito a una fattura ricevuta a gennaio da un’associazione in regime agevolato (Legge n. 398/1991), con IVA a esigibilità immediata.

A pagamento avvenuto, siamo stati informati che l'associazione non è più soggetta a tale regime e che avremmo dovuto applicare lo split payment. Per sanare l’errore, vi chiedo gentilmente di chiarire i seguenti punti:

- L’onere di versare l’IVA non trattenuta all’Agenzia delle Entrate resta in capo all’associazione?

- In caso contrario, è necessario richiedere una nota di credito a storno totale con restituzione dell’IVA e l'emissione di una nuova fattura in regime di scissione dei pagamenti?