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Body cam della polizia locale di un Ente: parere negativo sulla valutazione d’impatto privacy

Il Garante della Privacy ha rilasciato parere negativo alla valutazione d’impatto sulla protezione dei dati personali relativa all’introduzione di body cam in dotazione agli agenti di polizia locale di un Ente locale nell’ambito delle attività ausiliarie di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria.

Il provvedimento evidenzia numerose criticità nel sistema proposto dall’Amministrazione comunale, nonostante le ripetute interlocuzioni e i rilievi tecnici formulati nel corso del procedimento.

Tra i profili più rilevanti, l’analisi evidenzia carenze nella sicurezza delle soluzioni tecnologiche individuate. Le modifiche apportate all’ultima versione della valutazione d’impatto non risponderebbero infatti alle richieste di approfondimento tecnico formulate dall’Autorità, lasciando irrisolti diversi aspetti relativi all’architettura del sistema e alle modalità di gestione dei dati generati dalle body cam.

Particolare attenzione è stata posta al fatto che la gestione dei dati raccolti avverrebbe tramite una piattaforma cloud fornita da una società statunitense. L’ente locale non avrebbe chiarito se la scelta del prodotto sia stata preceduta da una valutazione comparativa con altre soluzioni disponibili sul mercato, né in che modo siano stati considerati i profili di protezione dei dati connessi a un trattamento qualificato come ad elevato rischio.

Ulteriore criticità riguarda l’assenza di garanzie tecniche idonee a escludere che il fornitore del servizio possa accedere in chiaro ai dati trattati dall’amministrazione. Un eventuale accesso remoto da parte del provider comporterebbe infatti un trasferimento di dati personali verso Paesi terzi, con possibili violazioni della disciplina europea sul trattamento dei dati per finalità di prevenzione, indagine e repressione dei reati, che impone specifiche garanzie e consente i trasferimenti transfrontalieri solo in presenza di rigorosi presupposti giuridici.

Tra le ulteriori lacune segnalate figura anche la presenza di una SIM all’interno dei dispositivi, circostanza per la quale non sono stati forniti chiarimenti tecnici adeguati.

Alla luce delle criticità riscontrate, è stato quindi espresso un parere non favorevole sulla valutazione d’impatto presentata per il sistema di body cam destinato agli operatori di polizia locale.

In conclusione, il provvedimento ribadisce la centralità della valutazione d’impatto quale strumento essenziale per prevenire rischi elevati per i diritti e le libertà degli interessati nei trattamenti di dati personali connessi ad attività di sicurezza pubblica. In assenza di adeguati chiarimenti tecnici, di misure di sicurezza idonee e di un quadro pienamente conforme alla normativa europea e nazionale in materia di protezione dei dati, il progetto non può ritenersi conforme alle garanzie richieste per l’utilizzo di tecnologie invasive come le body cam.

Il parere negativo rappresenta pertanto un richiamo alla necessità che le amministrazioni pubbliche progettino tali sistemi sin dalle fasi iniziali secondo i principi di privacy by design e by default, assicurando una valutazione puntuale dei rischi e l’adozione di soluzioni tecnologiche pienamente compatibili con la disciplina sulla protezione dei dati personali.