Corretta individuazione del CCNL negli atti di gara: le indicazioni ANAC
Con il Comunicato del Presidente n. 2 del 10 febbraio 2026, approvato dal Consiglio nella medesima data, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha fornito ulteriori chiarimenti alle stazioni appaltanti in merito alla corretta identificazione del contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) da indicare nei documenti di gara, alla luce delle numerose segnalazioni pervenute.
Il nuovo Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 36/2023), come modificato dal decreto correttivo (d.lgs. n. 209/2024), impone alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti di indicare nei documenti di gara iniziali e nella decisione di contrarre il CCNL applicabile al personale impiegato nell’appalto o nella concessione, nonché – ove ricorrano le condizioni previste – ai lavoratori impiegati in prestazioni scorporabili, secondarie, accessorie o sussidiarie pari o superiori al 30% della medesima categoria omogenea di attività.
Il contratto da individuare deve essere: vigente nel settore e nell’area di esecuzione delle prestazioni; stipulato da associazioni dei datori e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale; strettamente connesso all’attività oggetto dell’appalto o della concessione.
L’obbligo non si applica, di regola, ai servizi di natura intellettuale e alle forniture senza posa in opera.
Per individuare correttamente il CCNL, le stazioni appaltanti devono:
a) identificare il contratto maggiormente attinente all’oggetto dell’appalto, anche attraverso il riferimento ai codici ATECO e CPV e ai sottosettori classificati nell’Archivio nazionale dei contratti collettivi istituito presso il CNEL;
b) tra i contratti strettamente connessi, selezionare quelli stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, facendo riferimento ai CCNL utilizzati dal Ministero del Lavoro per la determinazione del costo medio del lavoro oppure, in assenza di tabelle, richiedendo specifica indicazione al medesimo Ministero.
Il Comunicato disciplina inoltre i criteri di equivalenza tra il CCNL indicato dalla stazione appaltante e quello eventualmente proposto dall’operatore economico, rinviando alle linee guida ministeriali in corso di adozione e precisando i parametri economici e normativi da considerare.
Particolare rilievo assume il settore edile, per il quale il legislatore individua espressamente i contratti equivalenti mediante specifici codici CNEL/INPS, fornendo così un’indicazione diretta alle amministrazioni aggiudicatrici