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IVA split: la proroga è ancora in bilico

Scade ufficialmente al 30 giugno 2026 la quarta autorizzazione concessa dal Consiglio dell'Unione Europea allo Stato italiano per il regime della scissione dei pagamenti in ambito IVA.

Ad oggi non vi è ancora conferma ufficiale di una ulteriore proroga (la quarta) né della sua estensione temporale, anche se nelle settimane scorse è stata diffusa dalla stampa specializzata l'informazione sul parere tecnico positivo della Commissione sulla richiesta che potrebbe estendere il regime fino al 30 giugno 2029.

Si ricorda che il regime è stato autorizzato ai sensi dell'art. 395 della direttiva n. 2006/112/CE con diverse decisioni dal 1° gennaio 2015 al 30 giugno 2026. Le ultime due decisioni sono intervenute dopo la scadenza formale del termine, ma l’efficacia è stata fatta decorrere dal 1° luglio, in modo da garantire la continuità del regime.

Ad oggi quindi permane l'incertezza dovendosi tuttavia presupporre (ed auspicare), nel caso di diniego, almeno una proroga limitata al 31 dicembre 2026.

La scissione dei pagamenti infatti comporta il versamento dell'IVA direttamente all'Erario con adempimenti operativi particolari sia per le imprese che per le pubbliche amministrazioni. Per queste ultime, tuttavia, l'impatto contabile è particolarmente rilevante dovendosi adeguare tutte le procedure che prevedono la c.d. "trattenuta split" nella gestione dei mandati e dei pagamenti.

Un cambiamento in corso d'anno, sebbene possibile, comporta uno sdoppiamento del regime contabile e fiscale difficilmente gestibile.

Per l'Erario, lo split payment si traduce in significativi vantaggi in termini di anticipo e certezza del gettito, ma è stato da sempre criticato per gli effetti di liquidità sulle imprese. Con la fatturazione elettronica, le finalità di contrasto all'evasione potrebbero essere perseguite anche senza forzare il pagamento dell'IVA all'Erario da parte delle amministrazioni, ma è innegabile che la scissione dei pagamenti sia un importante tassello della politica di bilancio e quindi, a fronte del formale impegno a ridurre le proroghe, appare difficile ipotizzare una rinuncia totale al suo mantenimento.

La stabilizzazione dell'impianto normativo relativo alla scissione dei pagamenti nel nuovo Testo Unico IVA conferma la volontà di mantenere questo sistema, ancorché lo stesso vada comunque subordinato al rispetto delle direttive comunitarie in materia.

Allo stato attuale, a decorrere dalle operazioni effettuate dal 1° luglio 2026 dovrebbe ritornare applicabile il previgente sistema di versamento dell'IVA ai fornitori e recupero dell'imposta a credito, nell'ambito delle gestioni commerciali, tramite il formarsi del credito IVA in liquidazione periodica e in dichiarazione.