La Legge Finanziaria 2005 (art. 1 comma 340), prevede che a partire dal 1 gennaio 2005, la superficie da dichiarare ai fini TARSU per gli immobili a destinazione ordinaria, non possa essere inferiore all’80% della superficie catastale. Il Comune sta provvedendo all’adeguamento della metratura, per tutte le fattispecie per le quali il contribuente è iscritto a ruolo per una superficie inferiore al suddetto 80%, e al recupero della tassa senza sanzioni né interessi. Si chiede se nel recuperare la metratura debbano essere applicate anche le sanzioni (ed eventualmente se con la possibilità della riduzione) e gli interessi, per non incorrere …
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Abbiamo ricevuto un’istanza di rimborso ICI da una Società Cooperativa che chiede il rimborso dell’ICI pagata su un capannone di proprietà della società stessa - censito in categoria D8 fino alla data del 15.12.2009 poi passato in categoria D10 - nella quale vengono lavorati i prodotti conferiti dai soci coltivatori. Il rimborso è per il periodo di imposta dicembre 2004-dicembre 2007 poi, per la modifica di legge intervenuta con la legge finanziaria 2008 non hanno più versato. L’anno scorso la stessa coop aveva inoltrato richiesta di restituzione di tali somme ma l’ufficio, in base all’’art. 2 co. 4 legge 244/08 …
Una nostra contribuente possiede nel nostro Comune alcuni fabbricati accatastati in passato come si legge nelle note con un classamento cautelativo. Controllando le visure catastali si nota che in data 26/09/2008 la rendita degli immobili è variata diventando maggiore rispetto a quella cautelativa. Nelle annotazioni si legge: allineamento banca dati per evasione dell’ istanza e variazione nel classamento del 22/07/1986 in atti dal 26/09/2008. Premettendo che all’ Ufficio Tecnico non risulta nulla, possiamo recuperare l’ ICI calcolata sulla nuova rendita andando indietro di 5 anni? Oppure la nuova rendita è da considerarsi valida dal 26/09/2008?
Un nostro contribuente possiede in questo Comune due fabbricati, un A6 ed un C2 che a suo parere sono da considerare abitazione principale in quanto sono gli unici fabbricati in suo possesso nel territorio nazionale. Il signore non è mai stato residente nel nostro Comune, infatti continua a mantenere la residenza nel suo paese di nascita perché sostiene che essendo un dipendente del Ministero non può cambiare residenza per motivi lavorativi. E’ da precisare che la moglie e le figlie sono state nostre residenti fino al 02/10/2007 per poi trasferirsi anche loro al di fuori del Comune. Il nostro regolamento …
Si chiede un Vs. parere in merito ad un fabbricato censito dal 1998 al 2008 come collabente. Il contribuente è sollevato dal pagamento dell'imposta o deve attribuire un valore di area fabbricabile per questo periodo?
Siamo a chiederVi delucidazioni sui cittadini italiani iscritti all’AIRE. Il nostro regolamento prevede che sia considerata abitazione principale, per espressa previsione legislativa, l’unità immobiliare posseduta nel territorio del Comune a titolo di proprietà o di usufrutto da cittadino italiano residente all'estero, a condizione che non risulti locata. E’ giusto quindi applicare l’ esenzione?
Sono stati emessi accertamenti ICI per gli anni 2005/06/07, con conseguente emissione di ruolo coattivo in assenza di pagamento degli stessi, a carico di una contribuente, non residente nel Comune, proprietaria in ragione del 50% con l'ex coniuge residente in questo Comune, di n. 3 unità immobiliari nonché di un'autorimessa cat. C/6. Alla contribuente viene contestata l'errata applicazione dell'aliquota prevista per l'abitazione principale e relativa detrazione. La contribuente ha richiesto a questo Ufficio lo sgravio della cartella esattoriale di che trattasi dichiarando che non possiede altri immobili e che risiede in altro Comune solo per motivi familiari.
Il provvedimento di conferimento dell’incarico esterno per progettazioni è soggetto: 1) alla disciplina del regolamento comunale per il conferimento di incarichi esterni ovvero costituisce Legge Speciale? 2) al parere del Revisore dei conti? 3) alla trasmissione alla Corte dei Conti?
L’ente scrivente ha istituito il servizio sostitutivo mensa presso i ristoranti vicini all’ente. La convenzione prevede di pagare € 12 a pasto di cui un terzo a carico del dipendente. Si chiede la quota a carico dell’Ente sia tassabile come reddito del dipendente in tutto o in parte. Nel dubbio abbiamo provveduto ad assoggettarle a tassazione, si può procedere alla restituzione come richiesto dai sindacati?
Premesso che questo Ente, con popolazione superiore a 15.000 abitanti, ha rispettato il patto di stabilità sin dall’anno 2003 pur avendo negli anni incrementato in termini assoluti le spese correnti. Ad oggi, considerato il forte rallentamento dei flussi in entrata seppur avendo provveduto a bloccare i pagamenti di spese in conto capitale e cercando di contenere le spese correnti al minimo indispensabile siamo nelle condizioni di non rispettare il patto di stabilità per il 2009 (seppur non avendo evidenziato ciò in alcun atto formalmente). L’Ente vorrebbe a tal proposito provvedere ad emettere i mandati di pagamento per spese in conto …