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L'acquisto di poche quote societarie per poter fare affidamento del servizio, richiede comunque la verifica della necessarietà

La Corte dei Conti Friuli, con delibera n. 25/2026, ha analizzato la Delibera del Consiglio comunale n. 5 del 25.3.2026 avente ad oggetto “Acquisto di partecipazioni, ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 del d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175, in XXX s.p.a. quale società operante in conformità al modello in house providing e affidamento ad essa, ai sensi e per gli effetti degli artt. 14 e 17 del d.lgs. 23 dicembre 2022, n. 201, della gestione del servizio di accertamento e riscossione del canone unico patrimoniale e del servizio delle pubbliche affissioni”.

Il Comune ha acquisto un numero minimo di quote per poter affidare il servizio di accertamento e riscossione del canone unico patrimoniale e del servizio delle pubbliche affissioni. La procedura è legittima, ma manca un tassello, che va ampiamente motivato, ovvero la necessarietà del ricorso allo strumento societario rispetto alle numerose diverse possibilità di gestione dello stesso servizio.