Organismi partecipati: efficienza, trasparenza e sostenibilità come criteri guida
Nella delibera n. 95/2026/VSG, la Corte dei conti Emilia-Romagna ha esaminato il rapporto tra autonomia degli enti pubblici (nel caso specifico un’università), organismi partecipati e controllo della Corte dei conti.
Nella pronuncia i magistrati hanno ribadito che l'autonomia organizzativa e gestionale degli enti può legittimare il ricorso a fondazioni o altri organismi partecipati come strumenti di supporto alle attività istituzionali. Tale autonomia deve però sempre conciliarsi con i principi di equilibrio di bilancio, coordinamento della finanza pubblica e sostenibilità finanziaria.
Secondo la Corte, i rapporti finanziari tra enti pubblici e organismi partecipati devono essere caratterizzati da trasparenza, tracciabilità e adeguati meccanismi di verifica e controllo. Eventuali contributi economici devono essere fondati su criteri preventivamente determinati, collegati a finalità istituzionali ed accompagnati da obblighi di rendicontazione.
La Sezione ha sottolineato inoltre l'esigenza del costante monitoraggio degli organismi partecipati, al fine di verificare la loro effettiva strumentalità rispetto agli obiettivi dell'ente e la sostenibilità economico-finanziaria delle attività svolte, a garanzia di un impiego corretto, giustificato e controllabile delle risorse pubbliche.
La pronuncia offre anche un quadro delle e principali tipologie di fondazioni nel settore universitario, soffermandosi sulle fondazioni di diritto civile, sulle fondazioni universitarie previste dalla normativa speciale e sulle fondazioni di partecipazione, evidenziandone caratteristiche distintive e principali criticità.