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Potenziale conflitto di interesse dei rappresentanti sindacali in sede di contrattazione decentrata

ANAC ha risposto con parere n. 4704/2025 a quesito circa potenziale conflitto di interesse dei rappresentanti sindacali in sede di contrattazione decentrata.

In particolare, è stato chiesto un parere in merito all’ambito soggettivo e oggettivo dell’art.7 del Codice di Comportamento dei Dipendenti Pubblici, con particolare riferimento alla portata dell’interesse personale, e più in generale, delle previste ipotesi di conflitto di interessi in sede di contrattazione integrativa aziendale da parte dei rappresentati sindacali.

Valgono le seguenti considerazioni di carattere generale in tema di conflitto di interessi. Preliminarmente va evidenziato che il conflitto d’interessi si realizza nel caso in cui l’interesse pubblico venga deviato per favorire il soddisfacimento di interessi privati, di cui sia portatore direttamente o indirettamente il pubblico funzionario. La nozione di conflitto presenta un’accezione ampia, dovendosi attribuire rilievo “a qualsiasi posizione che potenzialmente possa minare il corretto agire amministrativo e compromettere, anche in astratto, l’imparzialità richiesta al dipendente pubblico nell’esercizio del potere decisionale” (PNA 2019).

Nel nostro ordinamento non esiste una definizione univoca e generale di “conflitto di interessi”, né una norma che preveda analiticamente tutte le ipotesi e gli elementi costitutivi di tale fattispecie. Secondo l’interpretazione data dalla giurisprudenza amministrativa, la situazione di conflitto di interessi si configura quando le decisioni che richiedono imparzialità di giudizio siano adottate da un soggetto che abbia, anche solo potenzialmente, interessi privati in contrasto con l’interesse pubblico alla cui cura è preposto.

Nello specifico, ANAC ritiene:

-che non sussistano incompatibilità tra ruolo sindacale e dipendente pubblico (salvo i casi previsti dall’art. 53, comma 1 bis della legge 165/2001), ma ovviamente è fondamentale che il dipendente/rappresentante sindacale garantisca sempre l'imparzialità, segnalando e astenendosi in caso di conflitti di interesse, sia attuali che potenziali;

-è demandata all’amministrazione la verifica, in concreto, della sussistenza di situazioni di conflitto di interessi dei funzionari dipendenti dell’Istituto che siano anche rappresentanti sindacali, individuando nel PTPCT e nel Codice di comportamento specifiche misure per prevenirli.