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Residui attivi vetusti e scarsa capacità di riscossione, altri rilievi Corte dei Conti

La Corte dei Conti continua a fare rilievi sui residui attivi vetusti ma alcuni Comuni continuano, ostinatamente, a mantenerli, provocando effetti distorsivi sul risultato di amministrazione. Fermo restando che il vero problema non è solo tenere o eliminare i residui attivi, ma INCASSARLI.

La Corte dei Conti Lombardia, con delibera n. 110/2026, all’esito dell’istruttoria sui rendiconti esercizi finanziari 2021-2022-2023-2024 di Comune, ha accertato nei confronti dell’Ente:

la presenza di cospicui residui attivi relativi ai Titoli 1 e 4 nel rendiconto 2024;

una scarsa capacità di riscossione in conto residui nel periodo 2021/2024, relativamente alle entrate “TIA/TARI ordinaria”, “Sanzioni Codice della strada”, “Fitti attivi e canoni patrimoniali” e “TARSU/TIA/TARI/TARES recupero evasione”;

la non corretta determinazione del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) nel rendiconto 2024, in relazione alle entrate “Recupero evasione TARI”, “Sanzioni Codice della Strada” e “Fitti attivi e canoni patrimoniali”;

la non corretta contabilizzazione, nell’esercizio 2023, delle somme impegnate e non liquidate per l’incarico professionale di supporto tecnico relativo alla compilazione delle Banche dati Amministrazioni Pubbliche (BDAP), della piattaforma REGIS e dell’Osservatorio dei Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture di Regione Lombardia, in violazione dell’All. 4.2 al d.lgs. 118/2011, sub punto 5.1;

la presenza di un risultato economico d’esercizio negativo nel 2024.

Invita per il futuro l’Ente a:

attuare un più efficace smaltimento dei residui attivi, in particolare per Titolo 1;

procedere in maniera più significativa nelle azioni intraprese in materia di attività di riscossione in conto residui;

verificare, in sede di prossima approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2025, la congruità dell’ammontare delle poste su indicate per l’accantonamento a FCDE;

procedere assieme all’Organo di revisione all’adozione, sin dalla gestione finanziaria in corso (esercizio finanziario 2026), di ogni misura utile per evitare che le spese esigibili siano finanziate da entrate di dubbia esigibilità.

Riserva gli ulteriori, opportuni approfondimenti con riguardo alle risultanze dell’esercizio 2025, alla luce del principio di continuità del bilancio tra gli esercizi finanziari.