Residui vetusti e andamenti economici negativi delle partecipate, rilievi Corte Conti
La Corte dei Conti Liguria, con delibera n. 60/2026 ha effettuato rilievi in materia di rendiconto, su questioni rilevanti anche per altri Comuni.
1) rilevante ammontare di residui attivi e passivi risalenti nel tempo;
2) significativo ricorso alla procedura di riconoscimento di debiti fuori bilancio;
3) perdite economiche della società partecipata, con conseguente esigenza di un intervento di ricapitalizzazione.
La Sezione invita il Comune a:
1) implementare le azioni finalizzate alla riscossione delle entrate, garantendo, altresì, gli equilibri di bilancio, mediante un congruo accantonamento a fondo crediti esigibilità, il riaccertamento dei residui attivi vetusti a mezzo iscrizione nelle scritture patrimoniali (come da facoltà concessa dal Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria, Allegato 4/2 al d.lgs. n. 118 del 2011) o, ancora, la cancellazione (previa adeguata motivazione) dei residui attivi/crediti non più esigibili dopo l’esperimento di tutte le azioni intraprese a tal fine;
2) procedere, in occasione dell’annuale riaccertamento, prodromico alla redazione ed all’approvazione del rendiconto, alla reimputazione dei residui passivi all’esercizio di stimata esigibilità dell’obbligazione (in aderenza a quanto disposto dal Principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria, Allegato 4/2 al d.lgs. n. 118 del 2011), al fine di mantenere nel conto di bilancio, fra i residui, le sole posizioni costituenti debiti liquidi ed esigibili verso terzi;
3) sostenere le spese necessarie all’espletamento delle funzioni e dei servizi istituzionali all’esito della procedura ordinaria prescritta dalla legge, limitando il ricorso al riconoscimento di debiti fuori bilancio a fattispecie eccezionali;
4) proseguire nelle azioni tese a garantire l’equilibrio economico-patrimoniale e finanziario delle società partecipate, funzionale, da un lato, alla costante erogazione dei servizi pubblici affidati e, dall’altro, ad evitare impropri impatti sugli equilibri di bilancio del socio.