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WHISTLEBLOWING: NUOVE LINEE GUIDA SUI CANALI INTERNI DI SEGNALAZIONE

L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha pubblicato il 12 dicembre 2025 le nuove linee guida sui canali interni di segnalazione, rappresentando un ulteriore passo avanti nel rafforzamento del sistema di tutela del whistleblowing in Italia. L'iniziativa si inserisce nel quadro normativo delineato dal decreto legislativo 24/2023, che ha recepito la direttiva europea 2019/1937 in materia di protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell'Unione.

Le nuove linee guida rappresentano un'evoluzione significativa rispetto al precedente quadro normativo, che trovava il suo fondamento nell'articolo 54-bis del decreto legislativo 165/2001, introdotto dalla legge anticorruzione 190/2012. Il sistema di protezione del segnalante si è progressivamente consolidato attraverso l'attività di vigilanza e regolamentazione dell'ANAC, che già con le precedenti linee guida del 2021 aveva chiarito che "perché al segnalante possa accordarsi la tutela prevista dall'art. 54-bis i presupposti sono i seguenti: il segnalante deve rivestire la qualifica di 'dipendente pubblico' o equiparato; la segnalazione deve avere ad oggetto 'condotte illecite'; il dipendente deve essere venuto a conoscenza di tali 'condotte illecite' 'in ragione del proprio rapporto di lavoro'; la segnalazione deve essere effettuata 'nell'interesse all'integrità della pubblica amministrazione'".

L'importanza strategica di questi strumenti emerge chiaramente dalla giurisprudenza più recente, che ha riconosciuto come la disciplina del whistleblowing costituisca ormai un pilastro fondamentale del sistema di prevenzione della corruzione.

Le nuove linee guida si concentrano particolarmente sui canali interni di segnalazione, elemento cruciale per garantire l'efficacia del sistema. La normativa europea e quella di recepimento nazionale hanno infatti posto particolare enfasi sulla necessità di predisporre canali sicuri, riservati e facilmente accessibili per consentire ai dipendenti di segnalare condotte illecite senza timore di ritorsioni.

Il quadro normativo di riferimento si è notevolmente arricchito negli ultimi anni, con l'introduzione di specifiche previsioni anche in settori specializzati. Il decreto legislativo 231/2007 in materia antiriciclaggio prevede già sistemi interni di segnalazione delle violazioni, mentre il decreto legislativo 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti ha integrato nei modelli organizzativi i canali di segnalazione interna come elemento essenziale per la prevenzione dei reati.

Un aspetto particolarmente innovativo delle nuove linee guida riguarda la definizione delle modalità operative per l'implementazione dei canali interni. La normativa europea ha infatti stabilito standard molto stringenti per garantire la riservatezza delle segnalazioni e la protezione dell'identità del segnalante.

L'efficacia del sistema di whistleblowing dipende in larga misura dalla capacità delle amministrazioni e degli enti di implementare canali di segnalazione che garantiscano effettivamente la protezione del segnalante. Le nuove linee guida ANAC forniscono quindi un quadro operativo essenziale per tradurre in pratica i principi normativi, contribuendo a consolidare una cultura della trasparenza e dell'integrità che rappresenta uno degli obiettivi fondamentali delle politiche anticorruzione.

L'iniziativa dell'ANAC si inserisce in un contesto di crescente attenzione internazionale verso gli strumenti di prevenzione della corruzione, confermando il ruolo centrale dell'Italia nell'implementazione delle migliori pratiche europee in materia di tutela dei segnalanti e di promozione dell'integrità nelle amministrazioni pubbliche e negli enti privati che operano nell'interesse pubblico.