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Rilevante scostamento tra le risultanze di cassa e le previsioni

Nella delibera n. 8/2026 Corte dei Conti Autonomie, relativa alle linee guida al rendiconto 2025, emerge una uova criticità relativa ad un rilevante scostamento tra le previsioni di cassa e le risultanze finali. Il dato può emergere sia dal conto del bilancio relativamente allo stanziato di cassa nel primo anno del triennio, sia dal piano annuale flussi di cassa.

Già nella delibera n. 7/2025 la Corte dei Conti Autonomie ha evidenziato la necessità di analizzare gli scostamenti, oltre chè la coerenza tra lo stanziato di cassa a bilancio e il Piano annuale flussi di cassa e la necessità di adeguare costantemente le previsioni di cassa rispetto alle variazioni di bilancio e all'andamento della gestione.

Sulle stesso lunghezza d'onda si pone l'art. 1 comma 659 Legge 199/2025 - legge di bilancio 2026 e il recente decreto attuativo MEF pubblicato dalla Commissione Arconet.

Già in sede di delibera piano annuale flussi di cassa è necessario indicare una percentuale di scostamento tra previsto e realizzato di cassa ritenuta fisiologica (si ritiene il 10%) durante l'anno e a fine anno. Che succede se l'ente prevede 40 milioni e ne incassa 25 milioni, come pure se prevede 38 milioni e ne paga 20 milioni? In questo caso, probabilmente, non è andato a compimento un (o più) investimento, ma la Corte dei Conti si chiede per quale motivo l'ente non ha provveduto ad aggiornare la previsione, non solo a fine trimestre, ma in qualsiasi momento dell'anno.